Satèn è la pronuncia di “satin”, che in francese significa “raso” e in inglese mantiene lo stesso significato indicando un tessuto fine, liscio e morbido. Anche in italiano la parola evoca, per assonanza, le caratteristiche di questi vini spumanti così morbidi e “setosi”.
Nel 1995, il marchio Satèn è stato registrato dal Consorzio per la tutela del Franciacorta, riservando il suo utilizzo ai soli produttori associati nel rispetto di rigide norme di produzione dettate nel proprio disciplinare.
Il nostro Centinari Franciacorta Satèn nasce dalla vendemmia del 2018 e prima di poter essere stappato e degustato riposa sui lieviti non meno di 34 mesi. Prodotto straordinario che nasce da uve 100% Chardonnay, vitigno molto versatile, e che nei territori della Franciacorta è in grado di dare una risposta sempre piuttosto performante.
Il suo complesso pool aromatico ci riporta inizialmente a note olfattive che richiamano frutta fresca e frutta esotica, arricchendosi in seguito di note speziate, vanigliate e di quelle tipiche di crosta di pane: tutti sentori dovuti al lungo periodo di affinamento.

Ma cosa contraddistingue un Satèn dalle altre tipologie di Franciacorta?
Innanzitutto il Satèn è una tipologia di spumante che da disciplinare Franciacorta è esclusivamente brut; ciò significa che il tenore zuccherino previsto per questo prodotto può essere compreso tra gli 0 e i 12 g per litro.
Ma ciò che lo distingue dalle altre tipologie di Franciacorta è sostanzialmente la sua pressione.
Ovvero: durante il tiraggio – la fase in cui lo zucchero ed i lieviti vengono addizionati al vino di partenza – si aggiunge una quantità di zucchero tale affinché la pressione che sarà sviluppata in bottiglia sia al massimo pari a 5 atmosfere. Negli altri vini spumanti invece, ad esempio in un Brut o in un Pas Dosé, la pressione può essere maggiore di 5 bar. Per non superare il limite massimo consentito, nel Satèn è necessario calibrare bene lo zucchero aggiunto, in modo che la fermentazione ad un certo punto si arresti proprio a causa dell’assenza di altri residui carboniosi che i lieviti possano consumare: si ferma così la trasformazione dello zucchero in alcol e in anidride carbonica.
Il nostro Centinari Franciacorta Satèn è anche Millesimato, e per essere definito tale risponde a due esigenze: le uve Chardonnay di vendemmia appartengono ad una sola annata, quella appunto del 2018, ed ha fatto un periodo di affinamento sui lieviti minimo di 30 mesi, che nel nostro caso però sono stati portati ad non meno di 34. Dopo la fermentazione pertanto il vino è rimasto in contatto con i propri lieviti oramai senescenti che hanno continuato a cedere dei composti che hanno contribuito a modificare le sue caratteristiche organolettiche olfattive e gustative.
Il tempo, ricordiamo, è un fattore rilevante. Durante i 34 mesi in bottiglia, infatti, il rilascio dei sentori olfattivi e gustativi positivi è agevolato dal batonage, operazione di scuotimento delle bottiglie volta a favorire uno scambio tra lieviti e prodotto e che determina una migliore risposta sensoriale durante il periodo di affinamento.